INDICE ARGOMENTI:

 

LA VERA INFORMAZIONE

ELEZIONI COMUNALI 2009

LO SAPEVATE CHE...

I GIOVANI ED IL LAVORO PRECARIO

ENEL - ENERGIA

V-DAY - BEPPE GRILLO A PESCARA

ELEZIONI 2008

POLITICA

BAMBOCCIONI

STRUMENTALIZZAZIONE

EMILIO FEDE (UN COSTO IN PIU')

FASCISMO? NO

ECOMAFIA

MERIDIONALISMO

ENERGIA

 

G

Per una vera Informazione

 

 

 

 

 

E’ nato il nuovo FORUM dove potrete aiutarci a dare una vera informazione: disobbedire per informare!

 

www.pungolonews.puntoforum.it

 

ROSCIANO - La redazione del giornale è lieta di informare tutta la cittadinanza che per una maggiore trasparenza dell’operato politico locale e non solo, in rete è nato un movimento di cittadini “LIBERI” che ci permetterà di avere notizie VERE da tutte le parti d’Italia. Nel nostro piccolo ci teniamo a far fronte alle problematiche locali con un apposito forum, una sorta di diario, chiamiamolo così che si concentrerà sulle problematiche inerenti il nostro Comune che voi stessi ci segnalerete. Sarà nostro compito documentarci, fotografare, chiedere al Comune denunciando la cosa.  Ovviamente per chi non avesse l’opportunità di visitare in rete il sito www.pungolonews.it e il relativo forum www.pungolonews.puntoforum.it, sarà informato con il formato cartaceo di Pungolo, mensilmente.

 

Annuncio fin d’ora che continuerò ad informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere bandito dalla rete.
Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).
Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.


Fabrizio Fedele

 

Elezioni comunali a Rosciano: Vince la coalizione

Rimaniamo affacciati alla finestra, in attesa che cambi qualcosa...

SPECIALE ELEZIONI (clicca qui)

SECAMIGLIO ALBERTO

 

1.182

50,79

 

 

LISTA CIVICA - ROSCIANO UNITA

 

 

 

11

MEZZANOTTE ANTONIO

 

1.145

49,20

 

 

LISTA CIVICA - PACE-LIBERTA' LAVORO

 

 

 

5

Totale

 

 

 

2.327

 

16

 

 

Vince una lista civica trasversale, ma con l'aiuto della destra!

 

La lista Rosciano Unita, stravince a Villa Oliveti e ottiene consensi importanti per la vittoria finale a Rosciano. Cinque anni fa infatti andò così:

 

Elezioni comunali del 12 Giugno 2004


 
Elettori 2.769
Votanti 2.276
Percentuale votanti 82,19 %
Schede bianche 45 1,97 %
Schede nulle 29 1,27 %

 
 
Candidati sindaco e liste   Voti % Seggi
 
PASSERI GIANFRANCO   1.435 65,16  
  LISTA CIVICA       11
 
TABELLIONE GIOVANNI   767 34,83  
  LISTA CIVICA       5
 
Totale 2.202   16

 

Piccola Politica Paesana: I cigolii logici e le prossime elezioni

In girum imus nocte et consumimur igni", che significa "entrano nel cerchio la notte e sono consumate dal fuoco", e sono le falene.

 

ROSCIANO - Definirei il mio paese politicamente palindromo... bene, se non fosse per sofismi (argomenti fallaci) che evocano alla sensazionalità ed eludono ciò che al mio paese occorre veramente. Azione. Libertà. Democrazia. Gioventù. Un po' di tutto fuorché ulteriori parole rabbiose, sputate come se fossero fiamme da "draghi della politica" su palchi pubblici o davanti ai bar nel fine settimana. Perchè ora escono come lucertole al sole i nostri candidati, che magari rivediamo solo durante il periodo delle elezioni.  Il mio paese assurge tranquillamente a teatro di popolo. Forse come ciascun altro paese, indubbiamente, solo, però, il mio paese. Le acque della Nora, pennellate cupe dipinte da un allegro folle; i suoi alberi antichi, a vedere immobili il fiume che dà loro acqua e sogni; i suoi innumerevoli portoni alti che chiudono altrettanti piccoli mondi; le sue strade ancora sterrate e vive; i suoi campanili così abituali da dimenticarsene; i suoi bar dove vecchi e bambini assieme giocano ancora a carte imprecando, bestemmiando, ridendo senza alcun pensiero; l'odore aspro di cenere d'inverno e di erba in questo tempo; il suo paese dimenticato... Piccolo paese abruzzese oggi offeso da anni di omertà, albergano tutt’ora e per fortuna ancora nel suo perimetro storie e vicende a dir poco romanzesche. La politica, piccola come il paese, è, poi, impreziosita da personaggi tanto unici da rimarcare in iperbole gli stereotipi letterari. Alla fine tutto diventa bello in quanto tale; arrabbiarsi, gioire, vincere, perdere, alloro e tamerice; tutto nel paese, dimenticando il paese. Purtroppo. Io dal mio lontano canto, amando il mio paese adottivo e avendo per Lui speso ore, versato lacrime, vissuto poesia, gioito per una vittoria sudata sul campo di calcio, voglio iniziare oggi a renderne poco a poco racconto. Per capirlo, imprimerlo, -se potrò- scuoterlo. Dai miei piccoli anni mi auguro sempre che qualcosa possa cambiare, io mi sono impegnato e continuerò a farlo perchè in fondo siamo anche noi suoi alberi, talvolta pensanti, non si può vivere di sole, senza avere radici. Racconterò il mio paese, i suoi "personaggi", la sua intima essenza. Non vorranno essere parole, piuttosto voci. Ecco voci di salici affacciati tristi al nostro fiume, voci di olivi, voci di viti vestite a festa. Voci di fiume, voci di secolari querce.  E non voci di un’indomabile urbanizzazione selvaggia, voci di persone che navigano nella schiuma del superfluo. Voci di draghi che sputano fuoco per antichi rancori! La politica costruttiva dov'è? Dov'è il rinnovamento politico? Dov'è l'apertura alla dialettica? Ci sono ancora interessi imprenditoriali? L’antenato di ogni azione è un pensiero. Noi diventiamo ciò che pensiamo. Tutti i nostri pensieri sono semi che piantiamo anche se inconsciamente e che diventano piccoli ingranaggi di un sistema più complesso. L’uomo è così poco ragionevole purtroppo che si lascia condizionare più dai bisogni materiali che da quelli naturali o spirituali, così da vivere fuori di sé. Accumula ricchezza, gloria, potere, successo ma poi… Nuota nella schiuma del superfluo, facendo mostra di quello che ha, e non di quello che è: un essere, uguale a tutti gli altri. Vorrei tanto poter difendere il nostro paese dall’arrivismo di alcuni "personaggi" della politica locale, ma da solo non penso di poter fare molto.

Il palindromo [dal greco πάλιν (indietro) e δρóμος (corsa) col significato "che corre all'indietro" è una sequenza di caratteri che, letta a rovescio, rimane identica. Il concetto si riferisce principalmente a parole, frasi e numeri.  (È carbone ma fa meno brace - I cigolii logici )

 

 

“Un progetto per le elezioni

 

Goccia a goccia: La politica sta cambiando?

ROSCIANO - I giovani di politica non sanno nulla. Ma certe volte capiscono che c'è la possibilità di cambiare le cose. Questa potrebbe essere una occasione, se davvero si vuole il bene della comunità. Si potrebbe provare ad entrare, per dar voce alle nostre esigenze, ma... a volte è più facile rimanere all'ombra, senza responsabilità e senza diventare "marionette" dei più potenti. Questa volta forse qualcosa però mi dice che si può fare. Vogliamo cambiare la nazione? Iniziamo dal piccolo Comune e proviamoci per una volta, ragazzi! Unica opposizione: svegliarsi, resistere, operare Forza ragazzi, invece di parlare solamente, vediamo di fare qualcosa nel nostro piccolo, nei nostri blog o siti. Nel mio ci sto provando e ho l'impressione, che siamo pronti, ma deve essere un movimento di tutti e per tutti, schiodiamoci dalle nostre scrivanie e agiamo per il nostro futuro! E' ora di agire tutti insieme un unico movimento, ma senza essere strumentalizzati. Il futuro è nostro! Non sono i grandi ritrovi a cambiar le cose, ma il lento e quotidiano modo di vivere la vita di tutti i giorni. Come tante piccole gocce, continuiamo: Non sono i grandi ritrovi a cambiar le cose, ma il lento e quotidiano modo di vivere la vita di tutti i giorni. SIETE POTENZIALI GOCCE X IL TORRENTE! PROVIAMOCI! PASSAPAROLA! Speriamo solo si sia coerenti... (continua su IL NUOVO FORUM e sulla pagina A-POLITICA)

 

 

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”

 

ROSCIANO - Le reazioni che provoca tra i suoi coetanei un giovane che ha deciso di impegnarsi in politica sono di due tipi. La prima, quella che col tempo impari a considerare incoraggiante, è “ma cosa vai a fare? Non capisci che è tutto inutile e che è un’illusione cambiare il mondo che ci circonda?“. La seconda, quella che ti abbatte, è “non ti rendi conto che tra vent’anni sarai come tutti gli altri, come loro?”. Ecco, sta proprio in quel “loro” il problema della politica di oggi. Loro è pronome di terza persona, indica estraneità e lontananza.E’ proprio qui il muro che separa i giovani (ma non solo i giovani) dalla classe politica, che divide il “noi” da “loro”, la Casta.D’altronde, come può un giovane sentire suo un dibattito politico nel quale si parla sempre del passato, dove tutti sono marchiati con il loro antico schieramento d’appartenenza? Gli ex democristiani, gli ex comunisti, gli ex socialisti, gli ex missini, gli ex liberali, gli ex repubblicani. Come può un giovane non voltare la testa davanti allo spettacolo che offre la politica? E’ la reazione più naturale ed istintiva, ma alla fine dei conti è forse persino la più logica e razionale. Chi può realmente pensare di riuscire a cambiare un ingranaggio così grande e complicato? Naturalmente nessun ragazzo o ragazza che sia dotato di senno. Ma c’è un però. Se leggi che su ogni giovane italiano che si affaccia al mondo del lavoro gravano 80000 euro di debito pubblico e 250.000 euro di debito pensionistico (dati da www.lavoce.info), se vedi che l’Italia spende meno dell’1% del PIL nell’università (all’ultimo posto insieme alla Slovacchia nelle graduatoria dei paesi OCSE) salvo poi lamentarsi perché è in fondo a tutte le classifiche, se scopri che la famosa legge Biagi sulla flessibilità del mercato del lavoro è stata applicata dimenticandosi completamente il sistema di ammortizzatori sociali previsto dal giuslavorista ucciso dalle BR, ti viene il dubbio che restare a guardare mentre distruggono il futuro del tuo Paese non sia la mossa più intelligente da fare. Ecco, il problema sta esattamente qui: oggi non è nelle mani dei giovani il domani di questo Paese, sia perché essi stessi hanno smesso di credere nei sogni e nel futuro, sia perché in Italia le classi dirigenti hanno una naturale inclinazione all’eternità. “Almeno non potranno dire che siamo stati complici”, con queste parole, di un uomo che aveva sognato di costruire un’Italia diversa dopo la sfacelo della Seconda Guerra Mondiale, si chiude Mediterraneo, film capolavoro di Gabriele Salvatores. Da qui, da questa voglia di non essere complici di scelte sbagliate, di prendere in mano il nostro domani, di costruire mattone dopo mattone una realtà diversa, vorrei far nascere l’iniziativa “Un progetto per le elezioni” che vorrei discutere insieme a voi. Una giornata nella quale tanti ragazzi si ritrovano, discutono e progettano iniziative per i loro comuni in vista delle amministrative mettendo in comune conoscenze, abilità e passioni. “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”. E poiché nel futuro, che lo vogliamo o no, ci dovremo andare, meglio averlo costruito e progettato noi che essere rimasti a guardare altri che lo facevano al posto nostro.
“Noi siamo nati quando i grandi partiti della Prima Repubblica erano morti o sul punto di farlo – vorrei precisare - noi non abbiamo lacci e lacciuoli derivati dalla passata militanza, non abbiamo retaggi del passato: il nostro compito è dare contenuti, modi di comunicare, idee che siano quelle del nostro tempo, non di quello dei nostri padri. La prima grande occasione per metterci alla prova saranno le amministrative: dovremmo farci notare con proposte originali e modi innovativi di fare campagna”.

  Una politica "partecipativa": idea per la futura amministrazione?

TOCCO DA CASAURIA - Primo in Abruzzo, terzo in tutta Italia, il Consiglio Comunale di Tocco da Casauria ha votato nel pomeriggio del 27 ottobre 2008, l'istituzione dell’ anagrafe degli eletti. E' una risposta alla proposta presentata a tutti gli Enti Pubblici italiani dal Partito Radicale. «Un’iniziativa semplice, un piccolissimo passo avanti per la democrazia del nostro Paese che, in questo modo, accorcia il divario sostanziale con molti altri Paesi d’ Europa», spiegano dal comune. «Oggi, e solo a seguito del clima avverso in cui i maggiori partiti e i loro potentati locali hanno trascinato la politica all’occhio dell’opinione pubblica», ha spiegato il primo cittadino Riziero Zaccagnini, «tutti sembrano voler voltare pagina e aprire una stagione di partecipazione e trasparenza.». L’Amministrazione di Tocco da Casauria, fa un ulteriore passo avanti rispetto all’impegno preso un anno e mezzo fa quando al centro del programma elettorale del futuro sindaco si sosteneva «l’apertura del “palazzo” attraverso ogni forma di partecipazione attiva della cittadinanza alla gestione della cosa pubblica, unico modo per spezzare il vincolo di sudditanza clientelare che anni di Amministrazione avevano deliberatamente costruito». «Incarichi, stipendi, rimborsi, e poi i bilanci, i bandi, gli appalti: tutto entro sei mesi sarà facilmente consultabile da parte dei cittadini, che già oggi trovano molte facilitazioni nell’accesso agli atti del comune», ha promesso il sindaco. Dopo l’apertura del nuovo sito internet e di forum tematici on-line, dopo l’istituzione del primo bilancio partecipativo, si aggiunge un altro tassello al puzzle. Un’Amministrazione trasparente, fondata da una politica partecipativa e costruttiva insieme alla cittadinanza per la gestione della cosa pubblica. Un cavallo di battaglia che dovrebbe essere seguito anche dalle nostre “leve politiche” qui a Rosciano in futuro.

 

 

Chiodi o voti?

Voti (di scambio...) IN CAMBIO DI LAVORO

 

 

 

 

 

 

"Non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all'ospedale". Ecco i nostri politicanti...

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.
Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l'Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?
Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.
Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti...
Un consiglio ai ragazzi: portate alle manifestazioni una telecamera, riprendete sempre chi compie atti di violenza. Vedremo chi sono, da dove vengono, se sono dei "facinorosi", come dice lo psiconano, o "agenti provocatori pronti a tutto", come suggerisce Cossiga.
Il blog è a disposizione di studenti e professori per i loro video su interviste, manifestazioni e manganellature (so che saranno numerose). Nella barra in alto: "La Scuola in diretta", scorreranno in continuazione i video nei prossimi giorni. Caricate il video su YouTube e inviate la segnalazione al blog.
Loro non molleranno mai, noi neppure.

 

Lo sapevate?

 

Lo sapevate che il 13 marzo 2006 sono stati modificati vari articoli del Codice Penale riguardanti gli attentati allo Stato? Di sicuro il paese sentiva un gran bisogno di queste modifiche. La più interessante è la quella dell'articolo 283 del Codice Penale. Così recitava:
"Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la
reclusione non inferiore a dodici anni." E' stato modificato in: "Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni'."
Con atti violenti, non attraverso il partito di cui è padrone o
corrompendo parlamentari
attraverso le loro amanti. Preparati al Golpe, ma non temere se non ci saranno 'atti violenti', sarà perfettamente 'legale'. Per pura coincidenza ricordo che l'articolo 283 è quello che fece processare la P2.

 

 

I giovani e il lavoro (precario)

 

 

 

Pur di ottenere il primo agognato impiego, molti giovani accettano stage e tirocini non retribuiti o contratti a tempo determinato che quasi mai si tramutano in lavoro stabile. La legge sul lavoro è da riformare? Voi che contratto avete?

 

 

La legge sul primo impiego viene ritirata in Francia dopo poche settimane di mobilitazione studentesca, mentre da noi resiste da anni...

 

La Legge 30 del 2003 (Legge Maroni o come molti volevano, Legge Biagi) doveva nelle intenzioni "realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo alle donne e ai giovani". I risultati della legge sono stati ben altri: mai come in questi anni si è acuito il numero di lavoratori precari, legati alle aziende da svariate e fantasiose tipologie contrattuali. Quelle che sulla carta si presentano come semplici "collaborazioni", in realtà celano veri e propri lavori sottopagati e subordinati(cioè con orari, postazioni, e il monitoraggio continuo dei superiori). Un tempo, indipendentemente dall'attività svolta, quasi tutti ottenevano un contratto a tempo indeterminato, che prevedeva ogni tutela e garanzia per il lavoratore. Ora le leggi in vigore prevedono un florilegio di soluzioni differenti, con nomi fantasiosi e significati spesso simili:

Inserimento:  è possibile risparmiare sui livelli di retribuzione da attribuire al lavoratore neoassunto; ma si può stipulare con soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni e la a durata può raggiungere il massimo di 18 mesi, dopo i quali non c'è nessun obbligo per l'azienda di assumere a tempo indeterminato il lavoratore. Contratto a progetto: la prestazione oggetto del contratto deve essere finalizzata alla realizzazione di una specifica opera o servizio, ed esaurirsi con esso. Apprendistato:  durata minima di due anni e massima di sei. Il compenso può essere di 2 livelli inferiori rispetto a quello previsto dal contratto aziendale per i lavoratori.  Somministrazione di lavoro (ex-interinale): La somministrazione di manodopera permette ad un soggetto (utilizzatore) di rivolgersi ad un altro soggetto appositamente autorizzato (somministratore), per utilizzare il lavoro di personale non assunto direttamente, ma dipendente del somministratore. La legge Biagi, o meglio la sua applicazione, ha avuto come conseguenza la precarietà e l’abbassamento degli stipendi insieme all’utilizzo di professionalità elevate: ingegneri, tecnici, informatici, per lavori di bassa o infima qualità. Due, almeno mi sembrano le modifiche da operare subito alla legge Biagi:

- aumentare la remunerazione per i precari rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato con una politica fiscale che sostenga il lavoro precario

- porre un tetto massimo alle imprese per l’utilizzo di precari, ad esempio il 10%.

 

Meridionalismo, etica e “alleanze”       

 

 

Troppe parole si sono spese per discutere della "via politica" del meridionalismo, riteniamo opportuno ribadire tutti i nostri concetti attraverso questo scritto. Il fermento di tanti movimenti meridionalisti è sicuramente un fenomeno positivo, il fatto che alcuni di questi movimenti stanno crescendo, non sono più poche persone arroccate nell’organizzazione di convegni e nella sola, pur importantissima, diffusione culturale, è di sicuro un altro fatto positivo e forse (speriamo!) il segnale di un inizio di riscossa da tempo attesa. Altro segnale positivo è che molti di questi movimenti sono chiaramente identitari,  non avendo paura di dire che la colonizzazione della nostra terra è iniziata nel 1861 con la nefasta Unità d’Italia e che quest’Italia oramai alla deriva, come nell’ultimo best seller di Rizzo e Stella, è nata male e soprattutto si è sviluppata specialmente al Nord e ai danni del Sud. Il problema tra i vari movimenti nasce sempre sul COME raggiungere i nostri obiettivi, siano questi di autonomismo o di indipendentismo o almeno di ripresa economica e sociale del Mezzogiorno, e qui ci sono almeno due scuole di pensiero che hanno per me pari dignità ma non la stessa probabilità di successo e di coinvolgimento. Secondo una tesi, noi siamo troppo deboli, con pochi mezzi economici e soprattutto troppo pochi per un movimento autonomo e quindi abbiamo bisogno di allearci da subito con altre formazioni politiche o infiltrarci in una di queste. La domanda sorge spontanea, come diceva Lubrano, ma queste formazioni politiche non sono quelle che direttamente o indirettamente hanno mantenuto la nostra colonizzazione per quasi 150 anni? Chi spera in un movimento nuovo come l’MPA come si troverà in una coalizione che manda la brigata Garibaldi a Chiaiano? Con chi si schiera, con la nostra gente o con il governo padano? E chi spera in un appoggio della Lega Nord come farà a prendere il voto dei nostri compatrioti al Nord dove si presenta con un simbolo storicamente antimeridionale o al Sud dove il simbolo Lega Nord è visto col fumo negli occhi? Molti dicono che dobbiamo imparare dalla Lega Nord e dal suo successo, io obietto che noi non potremmo mai cavalcare l’onda razzista dei Borghezio e Calderoni, il razzismo non e’ nel nostro DNA; potremmo prenderli di esempio come forza “anti-sistema” e “anti-partiti” tradizionali guardando un po’ alla Lega Nord degli inizi violentemente anti-sistema in epoca Tangentopoli.  Solo dopo aver avuto una riconoscibilità evidente come movimento autonomo, si potrà pensare alle alleanze “tattiche” con il centrodestra o il centrosinistra, concetti oramai superati e sempre più in crisi, guardando alla Lega o all’MPA o all’IDV. Nella crisi politica attuale, si inserisce la grave crisi economica del belpaese, il Nord e’ fermo ed il Sud arretra, di fronte a questi scenari è ovvio che qualsiasi governo non godrà mai dell’appoggio popolare come oramai succede da 15 anni a questa parte di questa falsa 2 Repubblica e ci sarà un’alternanza di esperienze fallimentari fino a quando non esce qualcosa di realmente nuovo e noi idealmente dovremmo puntare ad essere identificati come “nuovo”, specie per la nostra terra. Questo è l’aspetto politico della questione ma c’e’ n’è anche un altro, a mio modesto avviso ancora più importante, è quello etico. Se vogliamo portare la bandiera del nuovo meridionalismo, dobbiamo essere diametralmente opposti ed alternativi ai metodi e alle persone del meridionalismo ascaro tradizionale, quello “alla Mastella” o “alla Lombardo” per trovare subito un facile esempio. Questo modo di far politica è quello che ha mantenuto lo status quo del Sud asservito economicamente alla “Toscopadania”. Se vogliamo proporci ai nostri ragazzi, ai tanti disoccupati e ai tanti giovani costretti ancora ad emigrare ancora oggi, non possiamo non essere diversi dallo squallore della politica meridionale del dopoguerra e della Prima Repubblica e che continua con cambi di etichette con la Seconda Repubblica. Dobbiamo essere diversi dai soliti metodi dello scambio di favori e poltrone, dalla consuetudine di organizzare clan politico-mafiosi-imprenditoriali e dalla politica come fine e professione piuttosto che come mezzo per esprimere il sentimento e le aspirazioni del nostro popolo. Quindi non è per voler esser “duri e puri”, come qualcuno mi ha detto, ma per una chiara scelta politica ed etica propongo a tutti i compatrioti di costruire una NOSTRA casa comune ed un NOSTRO movimento politico e poi, solo dopo, ci porremo il problema di alleanze tattiche con uno schieramento o con l’altro. “I have  a dream”…un giorno noi non saremo più la colonia del Nord e diventeremo un paese moderno, efficiente e con la nostra autonomia o la nostra indipendenza dal resto dell’Italia, torneremo ad occupare il nostro ruolo storico e torneremo ad essere quella culla di civiltà al centro del Mediterraneo, il ruolo che abbiamo occupato per secoli prima con la Magna Grecia, poi con Federico II e poi con il Regno delle Due Sicilie.

 

 

 

Problema energetico italiano

 

 

La Spagna, per mano del suo ministro Miguel Sebastiàn, ha appena presentato il piano di risparmio energetico, che grazie all'introduzione di un milione di veicoli elettrici e di un sistema di illuminazione a basso consumo, consentirà ai nostri cugini iberici di risparmiare tra i 43 e i 47 milioni di barili di greggio all'anno.

La Svezia ha appena dichiarato che entro il 2020 sarà totalmente indipendente dal petrolio.

 

Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ha oggi di fronte è quello dell’energia; le decisioni che verranno prese a questo riguardo condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è necessaria una forte collaborazione fra scienza e politica.

Un  gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca, in virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, si è sentito il dovere di esprimere la loro opinione sul problema energetico con l’appello riportato sul sito: www.energiaperilfuturo.it.

L’appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e ricercatori, sottolinea l’urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell’energia ed esorta il governo a sviluppare l’uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell’energia solare.

A nostro parere l’opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.

La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l’umanità intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti. E’ un guardare lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni. E’ un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                

L'unica opposizione possibile: riprendersi la propria libertà e democrazia!

 

 

Nei primi trenta giorni di Governo, Berlusconi ha fatto una legge «salva Retequattro», cioè una legge che permette alla sua azienda di prosperare alle spalle di un'altra, Europa 7, che ha legittimamente vinto la gara. Ne ha messo in cantiere un'altra, che possiamo definire «salva Premier», che serve proprio a lui per bloccare i processi penali che lo riguardano. Vogliono impedire ai magistrati di utilizzare le intercettazioni per combattere la criminalità; vogliono negare ai giornalisti di esercitare il loro diritto-dovere di far sapere all'opinione pubblica cosa succede nelle aule di giustizia. Hanno mentito a noi elettori, dicendo che, togliendo l'ICI, avrebbero fatto pagare loro meno tasse, ma non hanno detto dove avrebbero preso i soldi - quasi due miliardi di euro - per coprire le minori entrate. Oggi lo sappiamo: innanzitutto dagli investimenti infrastrutturali, quali le metropolitane di Bologna, Firenze e Torino, le strade della Calabria e della Sicilia, i trasporti marittimi e ferroviari.  Poi dai fondi per la giustizia.  E ancora: dai fondi per l'agricoltura e, addirittura, dai fondi per la solidarietà sociale destinati ai portatori di handicap! Vergogna! Togliere l'ICI dalla prima casa è importante, ma lo hanno semplicemente esteso a tutti, e quindi anche a coloro che non ne avevano necessità, a danno di risorse destinate allo sviluppo e alle infrastrutture, del nord e del sud. Non basta. Con questo decreto-legge hanno trasformato in debito pubblico il prestito ponte di 300 milioni di euro a favore di Alitalia, pure da voi richiesto nelle more di assumere le funzioni governative. Era una bufala la cordata italiana pronta ad acquistare Alitalia. Occorre fare opposizione in Aula e fuori cercando, attraverso i referendum, di abolire le leggi vergogna che si continuano a fare e di dare dignità al Paese a cui stanno portando vergogna. Esiste, poi, la questione del falso in bilancio. Che non è un problema personale ma una questione di principio su cui si fonda la credibilità di un gruppo dirigente, che si tratti di un'azienda o di un governo non importa. E che dire della ventennale gestione camorristica dei rifiuti campani, con la solita ipocrita e falsa estraneità delle regioni del Nord Italia, che alla parola "racket" preferiscono la più elegante "business"?

Alla luce delle azioni del governo, intraprese o che si stanno per intraprendere, cosi come dagli stessi organi ed esponenti governativi, in questo mio comunicato a-politico, vorrei farvi notare che a parte Di Pietro e Grillo, non c’è una opposizione solida. Non c’è una attività di piazza, di partecipazione popolare a contrastare questo modo di far legislazione, ossia utilizzare lo strumento legislativo per interessi propri. Per questo vi esorto: schiodiamoci dalle nostre scrivanie e agiamo per il nostro futuro! E' ora di agire tutti insieme. Immagino che ce ne siano anche altri di blog e di siti indipendenti che parlino nel proprio piccolo, che linkati l'un l'altro, promuoverebbero un'organizzazione la più orizzontale possibile. PROVIAMOCI! PASSAPAROLA! Non sono i grandi ritrovi a cambiar le cose, ma il lento e quotidiano modo di vivere la vita di tutti i giorni. Iniziamo nei nostri comuni, per poi andare avanti. In rete c’è grande fermento. L’azione popolare ha già dimostrato di saper e poter fare grossi passi avanti e di poter ottenere grossissimi risultati. Se è vero, come è vero che in poche ore è stata in grado di raccogliere firme per oltre trecento trecentocinquanta mila firme per leggi di iniziativa popolare e un milione e quattrocento mila firme per il referendum abrogativo. Ciò vuol dire che non c’è bisogno di aspettare novembre, quando sarà troppo tardi per esercitare l’azione popolare in quanto per legge c’è da aspettare l’anno successivo. Una volta erano necessari mesi per esercitare l’azione popolare. Oggi attraverso la rete, attraverso la comunicazione di massa, esiste  una forte sinergia tra le attività di alcuni partiti politici e quelle dell’opinione pubblica. Ma il passo in avanti da fare è quello di smembrare la casta politica. Niente più sinistra o desta, o centro. Formare un nuovo partito popolare e avere come direttive di massima per il programma politico alcuni punti cardine:

no sperperi per la casta politica – no soldi alle cariche

parlamento pulito

senatori e non sanguisughe

diritto al lavoro

no tasse per i meno abbienti

aumento salariale

detassazione benzina

sviluppo energie alternative sostenibili (bio-diesel-eolico-etc)

aggiornamento legislativo

processi più snelli

libertà di stampa

no contributo giornali

no contributo politica

tassa regionale - stipendi?

Sicurezza

No legge blocca-processi

Politico in carica 1 legislatura,

ecc…

ABOLIAMO LA CASTA, RINNOVIAMO L’ITALIA!

 

Iniziamo a fare una programmazione di massima su quelle che sono le nostre priorità. Iniziamo ad elencarle. Mandatemi Vs linee guida. Vorrei avere un elenco completo sulle cose che secondo voi andrebbero cambiate in Italia e non solo! Non abbiamo bisogno di essere strumentalizzati ed io ancor meno voglio farlo con voi. Raccoglieremo quelle che saranno le NOSTRE LINEE GUIDA per poter poi procedere assieme, passo dopo passo! Utilizzeremo un blog, un forum, poi vedremo come raccoglierle.

Passate parola:

"Forza ragazzi, invece di parlare solamente, vediamo di fare qualcosa nel nostro piccolo, nei nostri blog o siti. nel mio ci sto provando e siamo pronti, ma deve essere un movimento nazionale, schiodiamoci dalle nostre scrivanie e agiamo per il nostro futuro! E' ora di agire tutti insieme un unico movimento, ma senza essere strumentalizzati. Cacciamoli via, il futuro è nostro!

Passaparola, passaparola, passaparola!!!

Immagino che ce ne siano anche altri di blog e di siti indipendenti che parlino nel proprio piccolo di ciò che avviene nel proprio comune, primo passo a mio parere necessario e precedente alla proposizione di temi "nazionali".

E forse non sarebbe male se fossero linkati l'un l'altro, così da promuovere un'organizzazione la più orizzontale possibile.

PROVIAMOCI!

PASSAPAROLA!"

 

 

 

www.insorgenza.it
www.terraelibertasud.it
http://terradadda.splinder.com
http://iofacciolamiaparte.myblog.it/
http://freedomlibertadiparola.myblog.it/
www.libertadicronaca.info
http://vivasiracusa.puntoforum.it
http://www.micromega.net
http://insorgenzacivile.myblog.it/
http://www.nazionenapulitana.org/
http://terraeliberta.altervista.org/index.php
http://www.libertadicronaca.info/tv.htm

 

 

Ribellioni, monnezza e mafia

 

 

Riporto di seguito il testo di un commento di Marco Travaglio sull'intervento di Silvio Berlusconi il 02/06/08.
"Buongiorno a tutti. Spero si possa ancora dire che l’intervento del Capo dello Stato in occasione della festa del 2 giugno tenuto ieri è stato tutt’altro che soddisfacente. Io per esempio non l’ho condiviso per niente. Non perché i principi che ha enunciato non siano giusti: basta con l’intolleranza, basta con le ribellioni allo Stato. Dipende da che cosa sta dicendo e a chi si sta riferendo. Si riferiva a Bossi? Che ha di nuovo minacciato che se non si faranno le riforme che vuole lui di marciare su Roma con cinquecentomila padani, peraltro tutti da individuare. Non si sa se questa volta armati, disarmati, travestiti da Obelix, o come diavolo si presenterebbero. Si riferiva a Berlusconi, che si è appena ribellato allo Stato, cioè agli arresti disposti dalla magistratura napoletana per lo scempio dei rifiuti, per le discariche truccate, per la monnezza non trattata che veniva nascosta sotto lievi coltri di monnezza trattata e magari anche profumata con la calce viva come dalle intercettazioni dell’enturage di Bertolaso e dalla immarcescibile FIBE-FISIA del gruppo Impregilo che hanno continuato a lucrare soldi nostri senza smaltire un grammo di rifiuti? Si riferiva a ..? Chi sono quelli che si ribellano allo Stato? Sono quelli che vogliono abolire le intercettazioni perché funzionano troppo, come hanno dimostrato anche in questo caso? Berlusconi ha approfittato del ricevimento al Quirinale per primo giugno per annunciare una legge contro le intercettazioni, cioè per disarmare una magistratura che già è stata messa in ginocchio da quindici anni di riforme di destra e sinistra che ormai provocheranno a ben breve il risultato della chiusura di alcuni tribunali e di alcuni uffici giudiziari che dichiareranno fallimento. Chi si ribella allo Stato è per caso chi manda a fare carotaggi e analisi a Chiaiano e poi dà i risultati prima che siano finiti i carotaggi medesimi dicendo che va tutto bene e che quello è il posto giusto per portarci l’immondizia? In una delle poche oasi incontaminate, dove si coltivano frutti di eccellenza, dove a pochi passi ci sono gli ospedali, nel centro della città. Quelli che si ribellano allo Stato chi sono? Sono quelli che dal 1999 calpestano le sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato, della Corte Europea di Giustizia, le messe in mora e le procedure di infrazione della Commissione Europea sulle frequenze concesse a Rete4 senza concessione, anziché a Europa7, che la concessione ce l’ha? Chi si ribella allo Stato chi è? Quello che stava facendo fallire definitivamente Alitalia dopo aver messo in fuga i francesi di Airfrance che l’avrebbero probabilmente salvata? Chi si ribella allo Stato è per caso il senatore Schifani, presidente del Senato, che oggi regala le costituzioni ai bambini e che ha dato il suo nome, Schifani, a una delle leggi più incostituzionali che si ricordino, il “lodo Schifani”, che garantiva l’impunita alle cinque più alte cariche dello Stato, soprattutto a una, la più bassa, e che fu incenerito dalla Corte Costituzionale nel 2003? Chi si ribella allo Stato sono i politici campani, di cui Napolitano fino a prima di essere eletto presidente della Repubblica faceva parte, perché è li che aveva il suo collegio elettorale, che hanno creato per quindici anni l’emergenza immondizia e che adesso pretenderebbero di farla risolvere dagli stessi che l’hanno creata, compreso Bertolaso, che due anni fa era commissario alla monnezza e che non ha combinato niente, come tutti gli altri e che adesso viene riproposto, come la peperonata che ritorna sempre su, a risolvere un problema che anche lui ha contribuito a creare e ad aggravare? Chi si ribella allo Stato è chi non ha dato la protezione a questo imprenditore che aveva cominciato a parlare e che per questo è stato ammazzato, come tutti quelli che parlano in Campania, come in Calabria, come in Sicilia? Chi si ribella allo Stato è forse chi ha definito in campagna elettorale “eroe” Vittorio Mangano, cioè un malavitoso che non ha parlato? Allora, se in questo Paese gli eroi sono i mafiosi che non hanno parlato, allora questo che è stato ucciso per ha parlato non era un eroe. Dobbiamo decidere...

 

 

Le "accise", per reperire fondi

Quando finiremo a pagarle? Dal 1935 sino ai giorni nostri   

Chi inquina paga, ma cosa? Rileggendo la storia delle accise ritroviamo la storia italiana dell'ultimo secolo. Le accise sono state utilizzate spesso per reperire fondi o entrate pubbliche straordinarie. Purtroppo, una volta decise non sono mai state rimosse dopo aver raggiunto lo scopo.
Così ritroviamo la prima accise sulla benzina di 1,90 lire nel 1935 per finanziare la guerra di Abissinia, quella di 14 liri per la crisi di Suez nel 1956, quella di 10 lire per il disastro del Vajont nel 1963, le 10 lire per far fronte all'alluvione di Firenze nel 1966, le 10 lire per il terremoto nel Belice nel 1968, le 99 lire per il terremoto del Friuli nel 1976, le 75 lire per il terremoto in Irpinia nel 1980, le 205 lire per la missione in Libano, le 22 lire per la missione in Bosnia nel 1996.
La penultima accise la ritroviamo soltanto nel 2003 per trovare i fondi necessari al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, circa 0,02 euro di accise addizionale sui carburanti. L'ultima accise, decisa nel febbraio 2005, servirà per finanziare il rinnovo degli autobus inquinanti nel trasporto pubblico.
Tutti questi eventi o accadimenti hanno determinato un aumento delle accise sulla benzina (fonte LaRepubblica-Intesa Consumatori 19/02/2005). Ancora oggi nel fare benzina ben 0,25 euro sono pagate per questi motivi. Ovviamente le finalità di spesa sono del tutto cambiate rispetto a quelle originarie ma le imposte (accise) non sembrano essere state mai tolte.

 

 

 

NON E' FASCISMO...

 

 

 

 

 

M. Travaglio:" Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni - sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell'ovvio - sul Corriere di oggi. Sulla prima pagina del Corriere, dove una volta scriveva Pasolini; oggi Alberoni. Dice Alberoni: "Sono convinto che l'Italia si riprenderà rapidamente. Prima di quanto tutti credano. E si riprenderà perché finalmente ha riacquistato il senso della realtà. Oggi tutti chiedono sicurezza, vogliono i termovalorizzatori, trovano giusto che il capo del Governo si incontri con il capo dell'opposizione, condannano i minorenni che stuprano o uccidono le adolescenti - (prima invece eravamo tutti solidali con gli stupratori) - e accettano che un ministro proponga che i funzionari che non lavorano possano venire licenziati. I giornali e la televisione cominciano a descrivere oggettivamente i fatti di cronaca nera, di corruzione e di povertà, senza ubriacarci con cento pareri politico-ideologici". - (È bastato che Berlusconi vincesse le elezioni, guardate quanti miracoli in due settimane) - "La gente può riflettere e giudicare con la sua testa, usare il suo buon senso. Naturalmente ci sono personaggi che non hanno ancora capito che la società è cambiata e si comportano come quei giapponesi che, a guerra finita, continuano a combattere. Ma spariranno." Parola di Francesco Alberoni. Insomma, il titolo è "Il Paese sta riconquistando il senso della realtà".
E vediamo subito qualche esempio di questo riconquistato senso della realtà. Per esempio l'abolizione dell'ICI. Che peraltro, per le case più modeste, era stata già abolita prima. Ma quelli che l'avevano abolita non ce lo avevano nemmeno raccontato, perché non sapevano comunicare. Bene, adesso l'hanno abolita anche per i ricchi e dicono di voler fare il federalismo fiscale. In realtà non c'è tassa più federale di una tassa comunale come l'ICI, che essendo basata sul patrimonio e non sul reddito, costringeva a pagare un po' di tasse anche quelli che sul reddito evadono completamente o parzialmente. E soprattutto era il polmone che finanziava i comuni. Cioè era la tassa più federale che si potesse immaginare. I federalisti l'hanno cancellata e adesso ci diranno che vivremo tutti in un mondo migliore perché risparmieremo tutti un sacco di soldi. In realtà non è vero niente, perché se sparisce l'ICI si aprono voragini nei bilanci dei comuni. Il governo ha già detto che rimborserà i comuni dei mancati introiti dell'ICI e che cosa farà? Aumenterà altre tasse per ripianare. Cioè, non pagheremo più una tassa che si chiama ICI, ma ne pagheremo un'altra che si chiamerà "rimborso dell'ICI". Al comune di Palermo, in questi giorni, hanno circa raddoppiato l'IRPEF e il comune di Palermo è una delle avanguardie di questo nuovo modo di fare il federalismo fiscale fregando la gente.
Detassazione degli straordinari. Altra grandissima conquista. E tutti ci credono. E tutti ne discutono. In realtà, come spiegava ieri Scalfari su Repubblica, ci sarà semplicemente uno spostamento nei salari dalla parte fissa alla parte variabile in modo da poter pagare e incassare, diciamo, nella quota che sarà detassata, e questo aumenterà l'elusione e l'evasione fiscale. In ogni caso la detassazione degli straordinari non riguarda gli statali, cioè per esempio le forze dell'ordine, che sono pagate pochissimo e che fanno un lavoro molto spesso difficile non avranno alcun beneficio. Inoltre non saranno coinvolte praticamente le donne, perché le donne di rado fanno straordinari. Non emergerà il nero, perché le aziende quelle in nero continueranno a pagare in nero senza i contributi e senza pagare le tasse. Ci sarà un effetto che bloccherà ancora di più le assunzioni e farà ancora di più ricorso al precariato e agli straordinari di quelli che sono già assunti... Altro annuncio che non ha nessuna attinenza con i fatti. Il grande risparmio che avremo con la rinegoziazione dei mutui. In realtà, come le associazioni dei consumatori hanno già dimostrato, tornare al tasso fisso del 2006 e rinegoziare i mutui non significherà che risparmieremo, significherà che pagheremo rate per più tempo e quindi alla fine il nostro mutuo ci costerà molto di più di quello che ci costa adesso. Le banche non fanno niente in perdita, quindi ci guadagneranno. Solo che pagheremo a lunga scadenza e non ce ne renderemo conto. Forse qualcuno si farà anche l'idea di avere risparmiato mentre gli viene prelevato qualche centinaio, migliaio di euro di più dalle tasche.
L'annuncio del nucleare: "Avremo quattro nuove centrali nucleari". Nessuno fa caso al fatto che le avremo forse fra quindici anni, che quando nasceranno saranno già vecchie o morte perché useranno tecnologie di terza generazione mentre in tutto il mondo si sta già parlando della quarta generazione. Non si sa dove mettere le scorie. Perché noi le riforme le facciamo a costo zero, senza prevedere le conseguenze di quello che facciamo. Tutto ciò ammesso e non concesso che poi queste centrali nascano perché pare che costino circa 30 miliardi, che ci daranno un'energia costosissima e assolutamente fuori mercato e alla fine, se anche nascessero, coprirebbero il 7% del nostro fabbisogno energetico. Insomma, un altro annuncio buttato all'aria che tutti prendono sul serio, ma che probabilmente non si realizzerà.
È tutto finto. Tutto finto, come il ponte. Il Ponte sullo Stretto, che ancora una volta viene rilanciato per buttare un po' di soldi in progettazione e in opere preparatorie e che poi non si sa nemmeno se starà in piedi, ma possiamo tranquillamente dirci - così inter nos - che il ponte non ci sarà mai. Servirà semplicemente a buttare dell'altro denaro pubblico. Del resto, a vincere l'appalto è stata l'Impregilo, quella che si è comportata così bene nel non smaltimento dei rifiuti a Napoli.
Infine, apoteosi della ricomparsa dei fatti, come ci racconta il professor Alberoni: il reato di clandestinità per gli immigrati, che dovrà garantire grande sicurezza ai cittadini italiani, perché finalmente adotterà la linea dura nei confronti di chi circola per l'Italia senza i documenti e il permesso di soggiorno. Non lo dico io, perché io sono un noto mascalzone, uno di quei giapponesi che sono destinati a sparire, secondo il prof. Alberoni. Ma lo dicono il professor Valerio Onida, che è l'ex presidente della Corte Costituzionale e, il giudice, procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, in un articolo che abbiamo pubblicato nel blog www.voglioscendere.it e in un altro articolo che oggi sta su La Stampa di Torino. Bene, che cosa dicono? Che il reato di clandestinità di cui tutti parlano, discutono, si accapigliano, si dividono, pro/contro, ecc. in realtà non esiste. È stato annunciato, ma nell’articolato di legge che è stato presentato da Maroni e dal governo Berlusconi non c'è il reato di clandestinità, cioè di permanenza clandestina in Italia. Ce n'è un altro che sembra la stessa la cosa ma è completamente diverso. Dice l'articolo incriminato: "Ingresso illegale nel territorio dello Stato. Lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni della legge Bossi-Fini è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e deve essere obbligatoriamente arrestato e processato per direttissima. Intanto non sarà mai processato per direttissima perché per le direttissime nei tribunali sono intasate per reati ben più gravi, tipo spaccio di droga, tipo omicidi ecc. e poi soprattutto non prevede la presenza sul territorio. Prevede l'ingresso da uno Stato straniero all'Italia. Che cosa vuol dire l'ingresso? Che, o lo prendi mentre entra, l'immigrato, e allora non si vede per quale motivi lo devi arrestare e processare andando a intasare la macchina della giustizia: lo respingi direttamente alla frontiera. Basta la polizia. Basta la guardia di frontiera. Non c'è bisogno che intervengano la magistratura, gli avvocati, gli interpreti, i cancellieri, ecc. Se lo prendi mentre entra, lo rimandi indietro. Viceversa, se lo trovi già mezz'ora dopo che è entrato, come fai a sapere che è entrato dopo l'entrata in vigore di questa legge, e che quindi ha commesso il reato? Perché naturalmente il reato è nuovo e si applica solo da oggi in poi, non può essere applicato retroattivamente. Lui naturalmente non avendo un bollino di ingresso sulla pelle, per fortuna, potrà raccontare di essere entrato in Italia, un mese fa, 6 mesi fa, 2 anni fa, quando non era ancora reato entrare clandestinamente in Italia. E quindi che cosa succederà? Che non sarà né processato, né arrestato, né condannato. Semplicemente gli verrà detto di andarsene. Lui non se ne andrà perché o il Paese d’origine non lo vuole, visto che non si riesce a dimostrare che lui arrivi proprio da lì, oppure non se ne andrà perché gli dicono di andarsene e lui non ha i mezzi per pagarsi il biglietto aereo per tornarsene al suo Paese, dovrebbe pagarglielo una questura, o una prefettura ma come è noto non hanno i mezzo per finanziare tutti quelli che se ne devono andare. E quindi resterà qua a ingrossare le schiere dei clandestini che molto spesso sono semplici irregolari perché poi lavorano cono l'unica differenza che appunto sono al nero.
Ecco questo è un esempio tipico di come si fa a prendere in giro la gente raccontandole una cosa che non esiste. È l'effetto placebo per i gonzi, per coloro che non leggono le leggi ma ne parlano. E questo riguarda molti politici di destra e di sinistra che hanno esultato o che hanno maledetto questa legge senza mai andare a vedere che cosa succede. Lo hanno fatto l'ex presidente della Corte Costituzionale e il giudice Tinti e ne hanno ricavato l'impressione che non cambierà nulla se non aggravare un po’ la macchina della giustizia che è già al collasso. Berlusconi da questo punto di vista è un maestro. Lui ogni giorno prende un lepre e la lancia essendo sicuro che tutti andranno all’inseguimento della lepre.
È un incantesimo. E intanto lui ci guadagna anche se non risolve nessuno dei problemi. Ma continua a fare spot, continua a fare annunci e la gente, compreso il povero Alberoni, scambia lo spot per la realtà.
Ecco, se molti mi chiedono che cosa dobbiamo fare, che cosa possiamo fare: informarci. Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo."

 

 


 

(CONTINUA IN NEWS RIFIUTI)

 

                         

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                         

 

 

L'insostenibile costo di Fede

 

Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d'Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d'Asfalto toglie l'ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d'Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d'Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c'è più. In realtà non c'era neppure prima. Gentiloni che potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L' Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E' bello contribuire al successo economico di Testa d'Asfalto con le nostre tasse.


Per approfondimenti:

- Le belle lavanderine della Sinistra
-
Libera informazione in libero Stato
-
Rete4 sul satellita
-
V come informazione
-
La fatwa
-
V come Emilio Fede
-
Europa 7: la televisione scomparsa

 

 

        Non pagate la tassa CIP6                                                 

L'incentivazione alle fonti di energia rinnovabili è stata introdotta dalla legge n. 9 del 1991 e dalla successiva delibera n. 6 emessa dal Cip nel 1992 che ha aggiunto le parole "ed assimilate". Tali normative hanno previsto che i finanziamenti,in parte, gravino (indirettamente) sul singolo utente finale, quale parte del sovrapprezzo del costo della energia. Non esiste, peraltro, una specifica norma che stabilisca un obbligo per il singolo di provvedere al pagamento di una data somma a titolo di finanziamento delle fonti di energia: la normativa in materia, infatti, come sopra accennato, stabilisce che il costo della energia per il pubblico applicato dall'Enel sia costituito da un sovrapprezzo in parte destinato a tale scopo. La "quota" CIP6 viene corrisposta dal singolo utente all'Enel che, a sua volta, la versa allo Stato. Dal momento che questa quota è "annegata" nel prezzo del chilowatt e non esiste una norma che specificamente impone all'utente di pagare quella somma a quel titolo, l'eventuale mancato pagamento da parte del singolo di questa parte dell'intero corrispettivo della fornitura costituisce un inadempimento contrattuale.

Il Cip6 è un tassa sui tumori. Serve a costruire inceneritori che ti termovalorizzano le cellule. Non la vogliono capire con le buone di smettere e di passare alla raccolta differenziata e a forme di smaltimento non nocive per la salute. L'uso criminoso dei NOSTRI soldi per avvelenare le NOSTRE FAMIGLIE deve finire. Vogliamo energie rinnovabili, non respirare diossina e nano particelle. Non pagate più la tassa CIP6 all'ENEL. Io ho già iniziato. L'ENEL ha tolto dalla bolletta la voce A3 con il contributo per gli inceneritori. Calcolare l'importo esatto è quasi impossibile, vale circa il 7%. L'ENEL deve reintrodurre la voce A3 per consentirci di dedurre l'importo esatto.
Nel frattempo:
- togliete il 7% forfettario dall'importo senza IVA dall'importo che dovete pagare in bolletta
- notificate l'autoriduzione all'ENEL nella form all'indirizzo: Enel/Informazioni con la causale: Detrazione CIP6 per gli inceneritori

 
"Un uomo magari intelligente...
Ma sicuramente un uomo dai pensieri utopistici..."
(L'uomo a-politico)

Il V-Day

 

25/04/08

 

 

 

Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione.
Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete.
Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità.
Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube.
Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
Per un nuovo Rinascimento.


"Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non è nella Nato, è la Nato che è nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perché i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranità limitata. Ma non lo sa nessuno.

L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un risciò, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia più parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernità di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo più in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.
I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della libertà condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perché sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunità parlamentare come Cuffaro, il più amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Dirò solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo però fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni è stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sarà il primo ministro degli Interni con la museruola.

Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.

Il primo referendum.L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio!
Beppe Grillo

     

 

                LE ELEZIONI POLITICHE (clikka qui)

 

 

La bufera-Grillo s'abbatte  sulla politica italiana

 

 

 

25/04/2008


IL V-DAY

 

          Cos'è la politica? (tratto da Wikipedia)                                               

"Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "p????", città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione. Volendo tentare una definizione potremmo dire che la politica è quell'attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo - da attuarsi mediante la conquista e il mantenimento del potere - è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali, perseguendo l'interesse di un soggetto, sia esso un individuo o un gruppo. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell'ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane."
Età moderna.
Nel 1500 il termine politica viene rivisto anche da Machiavelli che con il suo trattato Il principe, la analizza e ne identifica una nuova definizione distinguendo da un'etica civile, un'etica diversa, concependo quindi un'etica dello stato come attore superiore all'uomo. Crea quindi il termine "Ragion di stato" che manterrà sempre ben separato dal termine politica la cui accezione per Machiavelli rimarrà in assoluto positiva, (la frase "il fine giustifica i mezzi" è stata attribuita falsamente al Machiavelli). Machiavelli intendeva dare alla politica un'autonomia che il Clero dell'epoca non era disposto a concedere. Verrà censurato dai suoi contemporanei e criticato in tutta Europa per le sue dichiarazioni. Stessa sorte toccherà un secolo dopo a Thomas Hobbes che pur avendo riconosciuto la migliore forma di governo nel Sovrano assoluto considerava la sua funzione derivante non dalla volontà divina (come stabiliva la tradizione) ma da un patto originario tra uomini liberi. Al contrario di Hobbes, John Locke non solo non vedeva nell'attribuzione al sovrano di tutti i poteri la soluzione alla conflittualità della società ma anzi formulò l'idea che il sovrano doveva rispettare i diritti fondamentali come la proprietà privata. Fondamentale è nella storia del pensiero politico l'opera di Montesquieu "L'ésprit des lois" (Lo spirito delle leggi) dove viene formulata la distinzione dei poteri come principio base per evitare la tirannide.
Età contemporanea.
Nell'Ottocento Karl Marx formulò la dottrina del materialismo storico:la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua "forma" dai rapporti economici in essere. L'economia rappresenta la base della società, che viene ad essere modellata e influenzata dai rapporti economici (la struttura), la quale, proprio perché alla base dell'organizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici (sovrastruttura). Marx sottolineò che tuttavia il rapporto non è da considerarsi in maniera semplicemente deterministica.
Nel Novecento, l'arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi di destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.

                 

"BAMBOCCIONI!"

                                      

I GIOVANI ED IL LAVORO (PRECARIO)

 

Essere definiti “bamboccioni” dall’ex ministro dell’economia Padoa-Schioppa non è stata sicuramente una cosa piacevole.... soprattutto per la maggior parte dei giovani, che non proprio per scelta, vive ancora con i genitori. Nonostante le mille comodità che ti offre la vita in famiglia, la maggior parte dei ragazzi sogna di andare a vivere da soli: ma in Italia questo non sempre è possibile. Forse la classe politica italiana, vivendo in un mondo a parte, si è dimenticata che molti sono alla ricerca di un lavoro stabile, senza il quale è impensabile ottenere un mutuo da una qualsiasi banca. È facile parlare in questi termini quando non si è consapevoli del problema di come arrivare a fine mese e soprattutto non si ha a che fare col mondo della precarietà! Come me, ci sono migliaia di ragazzi alle soglie dei trent’anni, magari con una laurea in tasca, ma senza lavoro fisso. Anni di studio ed impegno che alla fine non hanno ancora prodotto niente, o quasi niente, se non dei lavoretti che però non ti garantiscono una stabilità futura. Senza l’appoggio dei genitori non si è comunque in grado di andare avanti e quindi si aspetta utopisticamente che qualcosa cambi, che le acque si muovano. Sognare e sperare sembra quasi l’unica cosa da fare in questa situazione di stallo.

La Legge 30 del 2003 (la cosiddetta legge Biagi) avrebbe dovuto “realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo alle donne e ai giovani”. Purtroppo i risultati sono stati diversi: negli ultimi anni è aumentato notevolmente il numero di lavoratori precari legati alle aziende attraverso svariate e fantasiose tipologie contrattuali: quelle che sulla carta vengono definite collaborazioni, in realtà nascondono veri e propri lavori sottopagati e subordinati. In precedenza quasi tutti ottenevano un contratto a tempo indeterminato e con esso ogni garanzia e tutela in termini lavorativi, ora invece con  le leggi in vigore emergono varie tipologie contrattuali che presentano nomi differenti, ma che in sostanza non impegnano l’azienda ad una assunzione definitiva:

Il contratto d’inserimento, secondo il quale l’azienda può assumere un soggetto di età compresa tra i 18 ed i 29 anni a due livelli retributivi più bassi rispetto a quello che spetterebbe per le mansioni assegnate. La durata può raggiungere un massimo di 18 mesi senza alcuna garanzia di assunzione a tempo indeterminato;

Il contratto d’apprendistato é diviso a sua volta in tre diverse tipologie; in tutte e tre la durata va dai 2 ai 6 anni ed il compenso previsto può essere sempre di due livelli inferiori rispetto a quello previsto dal contratto aziendale. Anche in questo caso non c’è nessuna garanzia di assunzione.

Il contratto a progetto, in cui la prestazione oggetto del contratto deve essere finalizzata alla realizzazione di uno specifico servizio; esso non può essere utilizzato per ottenere una prestazione lavorativa a tempo indeterminato.

La somministrazione di lavoro (ex lavoro interinale), che permette ad un soggetto (utilizzatore) di rivolgersi ad un altro soggetto autorizzato (somministratore), per utilizzare il lavoro di personale non assunto direttamente, ma dipendente del somministratore. Quest’ultimo può concludere più contratti a termine con il lavoratore senza il rispetto di alcun intervallo di tempo.

È difficile prevedere cosa ci riserverà il futuro...Una cosa è certa, il prossimo governo (sia esso di destra o di sinistra) dovrà far fronte a questa situazione attraverso delle modifiche alla Legge 30, che nonostante le buone intenzioni, non ha ottenuto i risultati sperati, tenendo sempre presente che l’articolo 1 della Costituzione afferma:  ”l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

                                                                                                               

Consulta: " http://it.youtube.com/watch?v=c2fmuoCRuqw " IL VIDEO SU YOUTUBE

 

                 

GLI INNI DEI PARTITI...

                                      

 

Notiziario on-line sulla a-politica nazionale
 

CHE BELLE STORIE DI POLITICA!

                                                                                                               

 

   

 

 

 

 

 

LA POLITICA ITALIANA

 

     

Gianni Riotta e la strumentalizzazione televisiva

 

 

 

 

Beppe Grillo al Pala-Elettra di Pescara

(nella foto a dx, il nostro compaesano Andrea Di Giovanni - INGRANDISCI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BERLUSCONI: DOPO IL VERTICE DEL 16/4, A NAPOLI IL PRIMO CDM

"In settimana" ci sarà la lista dei ministri del nuovo governo: lo assicura Silvio Berlusconi a 'Radio Anch'io' spiegando che "non ci sono problemi" e che "domani ci sarà una riunione con gli alleati".

"Entro questa settimana sceglierò la squadra di governo con gli alleati della coalizione", ha ribadito poi Silvio Berlusconi in diretta telefonica a Unomattina. Si tratterà, ha spiegato, "di un totale di 60 unità tra ministri, viceministri e sottosegretari: la squadra sarà numericamente la metà del governo in carica". Il leader del Pdl ha spiegato che punterà "su persone immediatamente operative che hanno già lavorato per il governo di centrodestra per 5 anni". "Questo criterio garantirà - ha proseguito Berlusconi - una pronta formazione della squadra ed elevate capacità delle persone chiamate ad incarichi di responsabilita".

Gianni Letta "é indispensabile nel governo": afferma Berlusconi rispondendo a chi gli chiede se Letta sarà vicepremier nel suo governo. "Si tratta - spiega - di una persona eccezionale, stimata da tutti perché rispetta tutti. E' una fortuna per tutti averlo con noi".

Berlusconi conferma che sarà a Napoli "tre giorni a settimana" e che nel capoluogo campano terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo. "Ho già trovato una sede operativa - dice a 'Radio Anch'io' - ci resterò per tre giorni alla settimana e verrò via solo quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione definitiva".

INFLAZIONE: BERLUSCONI, VEDREMO COME INTERVENIRE
"Vedremo quali saranno le possibilità di intervento" rispetto all'aumento dei prezzi. Lo afferma Silvio Berlusconi a 'Radio Anch'iò commentando a caldo i dati sull'inflazione. "Rispetto all'aumento dei prezzi - sostiene - scontiamo sua l'operato del precedente governo sia la crisi internazionale con l'aumento delle materie prime e dei prodotti alimentari. Abbiamo già in mente qualcosa, anzi un progetto preciso che metteremo in atto subito per contenere i prezzi, a partire dalle catene alimentari, con la collaborazione della rete dei consorzi di commercio". Berlusconi conferma inoltre che al primo Consiglio dei Ministri sarà abolità l'Ici sulla prima casa.

SERVE NUOVA ARCHITETTURA ISTITUZIONALE
"Dobbiamo modificare la nostra architettura istituzionale". Ha ribadito Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl ha ricordato in sintesi i punti sui quali bisogna agire: più poteri al premier, una sola camera legislativa, dimezzamento dei parlamentari e anche dei consiglieri regionali e comunali; eliminazione delle province. Silvio Berlusconi si è detto pronto ad impegnarsi in questa opera: "Sono diverso dal Berlusconi 2001. Ora conosco bene la macchina dello stato".

A PDL LA PRESIDENZA DEL SENATO
"La presidenza del Senato sarà coperta da una persona di prestigio del partito che nella coalizione ha avuto quasi cinque volte i consensi della Lega". Afferma Berlusconi.

VINCONO PDL E LEGA, CROLLA SINISTRA ARCOBALENO
 Berlusconi ha vinto, anche grazie al grande successo della Lega al Nord. Alla Camera, Pdl, Lega e Mpa ottengono insieme il 46,7% (con la Lega oltre l'8%) contro il 37,6% di Pd e Italia dei valori. Al Senato, dove si temeva il pareggio, Berlusconi dovrebbe avere circa 30 seggi di maggioranza (mancano poche sezioni, ma i definitivi non ci sono ancora).

   Tra i 'piccoli' entra in Parlamento solo l'Udc di Casini, con il 5,6%. Tutti gli altri restano lontanissimi dal quorum (4% alla Camera, 8 al Senato). La Sinistra arcobaleno di Bertinotti supera di poco il 3%, la Destra di Santanchè e Storace è sotto il 2,5, i socialisti di Boselli sotto l'1. Bertinotti e Boselli hanno annunciato la loro uscita di scena. Il Pd fallisce anche il 'premio di consolazione' di partito di maggioranza relativa, sperato dopo i primi exit-poll (ancora una volta lontanissimi dal risultato finale). Il partito di Veltroni si ferma infatti al 33,2 mentre il Pdl è al 37,3. Buono il risultato dell'Italia dei valori di Di Pietro (4,4%). L'impressione è che il Pd sia riuscito a pescare voti più nel serbatoio della sinistra radicale che in quello del centro. Quando i risultati sono apparsi netti, Veltroni ha chiamato Berlusconi per dargli atto della sua vittoria. Oltre alla sinistra e alla destra radicale dei vari Bertinotti, Pecoraro Scanio e Storace, resta fuori dal Parlamento anche Ciriaco De Mita, candidato al Senato per l'Udc in Campania.

   ''Sono commosso per il risultato elettorale'', ha detto Berlusconi, che ha annunciato di voler governare per cinque anni e parlato di bicamerale per le riforme. Per la formazione del governo, il leader del Pdl ha detto che nella squadra di dodici ministri ci saranno ''almeno quattro donne''. Due dei ministri, ha precisato, saranno della Lega; Gianni Letta dovrebbe essere uno dei due vicepresidenti del consiglio. Per Fini, Berlusconi pensa alla presidenza della Camera, mentre il ministro degli Esteri sarà Franco Frattini. Il primo Consiglio dei ministri - ha dichiarato Berlusconi - sarà a Napoli per dimostrare come il governo ritenga l'emergenza rifiuti un fatto nazionale. Umberto Bossi rilancia subito il federalismo fiscale. In Sicilia si profila la netta vittoria di Raffaele Lombardo. Per gli altri risultati delle amministrative (il più atteso è quello del Comune di Roma) bisogna aspettare le 15, quando riprenderanno gli scrutini.