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1/1/2008
Un progetto
ambizioso
Il Rosciano proverà a gettare le basi
per la realizzazione di un nuovo assetto societario. La suggestiva ipotesi
sarebbe quella di raccogliere come soci tutti gli imprenditori locali che si
sentiranno mossi dallo stesso spirito: lo stare insieme per costituire
qualcosa per Rosciano visto anche l’ingente numero di ragazzi che
settimanalmente si impegnano negli allenamenti tra Scuola calcio, Settore
femminile, Settore giovanile, Terza categoria e Prima categoria, parliamo di
cento unità come minimo.

1/1/2008
La
Protezione Civile

(clicca per il video)
CEPAGATTI –
Si è costituito il Nucleo di Protezione Civile onlus, “Torre
Alex Cepagatti”. “Grazie a questa iniziativa – afferma il Presidente
Palmerino Tarantelli - il nostro territorio ed in particolare i comuni di
Cepagatti Rosciano e Pianella, potranno contare in futuro su di un gruppo di
volontari pronti ad intervenire in casi di emergenza, andando ad integrar
l’azione delle forze normalmente preposte a questo tipo di servizio. In
particolare come si evince dallo statuto, il Nucleo di protezione civile, si
adopererà per collaborare con le forze dell’ordine in caso di eventi
eccezionali, per installare sale radio operative all’interno di ospedali,
cliniche private ed altri enti pubblici e ad effettuare ricerche di persone
scomparse". Chiunque volesse aderire come volontario può contattare il
Presidente Tarantelli al numero 3384343852. Per le donazioni c/c Bancoposta
nr 85330553.

Info: NUCLEO DI PROTEZIONE CIVILE ONLUS
TORRE ALEX CEPAGATTI
Via dei Pini, 15 – 65020 Rosciano (PE)
Tel/Fax 085 8505869 – Cell. 3384343852


Sei un giocatore e stai cercando una squadra? Sei una squadra
e stai cercando un giocatore?
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Capisco che la domanda è ingenua al limite
della stupidità, ma la faccio lo stesso: come si fa ad abbandonare un cane?
Chiunque
ne abbia avuto uno nella sua vita, sono certa che capisce di cosa parlo. Un
cane, dal primo momento in cui entra in casa tua, ti si affida totalmente,
dipende da te, ti ama senza condizioni e si farebbe uccidere al posto tuo.
Quindi,
ripeto, come è possibile che qualcuno, che ha avuto il privilegio di quel
rapporto di assoluta dedizione, riesca, freddamente, a mettere il guinzaglio
al proprio cane, mentre quello certamente scodinzolerà entusiasta all’idea
di una bella passeggiata, per poi lasciarlo, se va bene, in un parco, se va
male su un’autostrada? Nell’ultimo mese, solo a Milano, ricca e civile
metropoli, l’hanno fatto 4000 persone: cosa succederà ad agosto? Nell’ultimo
anno, si stima siano stati abbandonati qualcosa come 150 mila cani e quasi
200 mila gatti. So bene che il mondo è pieno di orrori ben più tragici e
mostruosi di questo, ma stiamo comunque parlando di una piccola ecatombe,
perché un animale domestico abbandonato è un animale morto: travolto dalle
macchine (e questo ovviamente significa anche enormi rischi per tutti),
oppure ucciso dalla fame o dal dolore. Gli esperti la chiamano “morte
affettiva”: rimasti da soli, i cani rifiutano di mangiare e di bere e nel
giro di 20 giorni muoiono. Gli scienziati ormai concordano compatti: gli
animali hanno significativi aspetti di “umanità”, sensibilità, intelligenza.
Penso che tanta gente prenda un animale per egoismo personale, per
compiacere se stesso o per fare contenti i propri figli, che non possono
capire, specie se piccoli, cosa comporta avere un animale in casa: è come un
fratellino, o un figlio, e va curato e coccolato, bisogna dedicargli del
tempo e soprattutto amarlo.
Tutte cose molto difficili da attuare nel tempo, e quando si capisce (spesso
troppo tardi) quanti sacrifici comporta avere un animale in casa, lo si
tratta alla stregua di un giocattolo ormai consumato e lo si getta via,
abbandonandolo dove capita.
Sono
150 mila i cani abbandonati ogni anno in Italia. Una cifra in continua
ascesa, con un incremento annuo superiore al 10%, pari cioè a 1.600 cani in
più che ogni anno vengono lasciati soli e abbandonati.
Lo dice la Lega nazionale per la Difesa del Cane.
Alla presenza dei randagi sulle strade si devono, direttamente o
indirettamente, circa 250 incidenti ogni anno. Tra le regioni italiane, il
triste primato dell'abbandono spetta all'Abruzzo, insieme a Calabria,
Sicilia, Campania, Puglia e Lazio. Complessivamente circa il 50% dei casi si
concentra nell'Italia meridionale. Un triste primato, insieme a quello,
probabilmente degli animali avvelenati con sostanze sparse nelle vie, anche
a rischio della salute degli adulti e dei bambini.
I Comuni con maggiore sensibilità verso l'argomento
hanno da tempo creato la figura dei "cani di quartiere", animali formalmente
adottati dalle amministrazioni comunali, sterilizzati e reimmessi
nell'ambiente ed a cui vengono "assegnati" una cuccia o un ricovero posto
nella pubblica via e che vengono quindi protetti oltre che dalla
collettività (che si sensibilizza con l'esempio a favore della tutela
animale) dalle guardie municipali. E' forse
appena il caso di ricordare che abbandonare un animale custodito in casa
(che si tratti di un volatile, di un cane, di un gatto o di qualsiasi altro)
è un reato punito dalle leggi italiane e che, comunque, si tratta di un
gesto ignobile tanto più grave se messo in atto egoisticamente dall'uomo su
creature prima prese come compagne di vita e di giochi e a volte allontanate
al primo problema.
(Legge
n° 281 del 14 agosto 1991 articolo 1:
"Lo Stato
promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli
atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al
fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la
salute pubblica e l'ambiente")
L’uomo, sempre
meno umano…
La morte non è
arte.
Neppure quando tenta di sensibilizzare su quanto siamo insensibili alle
sofferenze altrui.
Purtroppo, per Guillermo H. Vargas, artista del Costa Rica, uccidere un cane
facendolo morire di fame è considerata ‘un’opera d’arte’. Ovvero,
un’installazione vivente, un momento da condividere. Come se guardare un
cane legato ad una corda, che non può essere alimentato per scelta, fosse un
bel modo di riflettere sul senso della vita e dell’arte.
Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di portare cibo ed
acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale, veniva
allontanato in malo modo con insulti. Come se non bastasse, c’era un
messaggio sopra il cane, circondato da muri: una scritta fatta di crocchette
che riportava la frase ‘Sei quello che leggi’.
Una mostra agghiacciante: un cane, pelle ed ossa, legato con una corda e
lasciato lì a morire di fame e di sete.
Vargas aveva pagato dei bambini perché catturassero un cane randagio da
utilizzare per questo esperimento. La domanda è: uccidere può essere una
forma di arte? Uccidere deliberatamente un cane, sia pure quasi morto e
randagio, non è il primo passo verso l’assenza di rispetto per la vita
stessa del cane?


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Ordinanze & Sentenze |
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Sentenza della Terza Sezione Penale della
Corte di Cassazione n. 46291/2003 |
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Gli animali vanno trattati con umanità: sì
alla condanna di chi prende a calci un cane:
Prendere a calci un cane per futili motivi è reato
perché anche gli animali sono essere dotati di sensibilità e
devono essere trattati con umanità. La Terza Sezione Penale della
Corte di Cassazione ha confermato così la condanna per il reato di
maltrattamento di animali inflitta ad un uomo che aveva preso a
calci il cane di una signora allo scopo di attirare
l&Mac226;attenzione della donna. Per il reato di maltrattamenti,
ha spiegato la Suprema Corte, non è richiesta la lesione fisica
all&Mac226;animale, essendo sufficiente una sofferenza, in quanto
la norma mira a tutelare gli animali quali esseri viventi capaci
di percepire con dolore comportamenti non ispirati a simpatia,
compassione ed umanità.
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Sentenza della Terza Sezione Penale della
Corte di Cassazione n. 2376 ( 2 marzo 1999) |
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Sempre punibile chi abbandona il cane:
Se un cane gettato fuori da una macchina
segue la vettura, questa è la prova che il conducente è
proprietario del cane. Così ha sentenziato la Suprema Corte
affermando che non serve la prova della "domesticità" del cane per
indicarne la proprietà. Basta aver accertato che l'animale veniva
trasportato a bordo dell'autovettura e che una volta gettato fuori
tentava di rincorrerla.
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Sentenza della Prima Sezione Penale della
Corte di Cassazione n.1394 (6 marzo 2000) |
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Se il cane abbaia non è disturbo della
quiete:
Se gli ululati del cane non disturbano una
pluralità di persone, ma solo un singolo vicino, non è
configurabile il reato di disturbo alla quiete pubblica. La
Suprema Corte ha affermato che affinchè vi sia disturbo alla
pubblica tranquillità (art.659 c.p.) "è necessario che i rumori
siano obiettivamente idonei ad incidere negativamnete sulla
tranquillità di un numero indeterminato di persone"
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Sentenza della Corte di Cassazione del 30
gennaio 1999 |
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Non prendersi cura dell'animale equivale a
maltrattarlo:
Maltrattamento non è solo infliggere
sofferenze ad un animale, ma anche rifiutarsi di compiere azioni
necessarie al suo benessere, quali procurargli cibo, riparo ecc.
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Sentenza della Corte di Cassazione del 1999
sulla legge 157/92 (legge sulla caccia) |
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Alcuni cacciatori maltrattano:
La sentenza ha stabilito che alcune pratiche
venatorie, pur consentite dalla legge 157 non sono compatibili con
l'articolo 727 del codice penale. Causare sofferenze all'animale è
reato sempre perseguibile anche nel caso in cui tali azioni sono
consentite da altre leggi.
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ENTE
NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI - Via Attilio Regolo, 27 - 00192 ROMA
Per qualsiasi contatto con il nostro Ente:
enpa@enpa.it
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